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La gemella sconosciuta



La gemella sconosciuta, di Jane Robin edito dalla Nord Edizioni, è un thriller psicologico da cui è impossibile staccarsi.
L'ho letto davvero in pochissimo tempo, meno di due giorni contando che mi ci sono dedicata soltanto di sera prima di andare a letto.

La storia parla di due gemelle, Callie e Tilda, fin da piccolissime molto differenti tra loro. Tilda è forte, dominatrice, narcisista, impegnata su se stessa e sui suoi successi; Callie, invece, è più timida, impacciata, ossessionata da sua sorella, costantemente in cerca della sua approvazione e del suo affetto, tanto che da bambina usava mangiare pezzi di Tilda, letteralmente: ingoiava i suoi dentini da latte, masticava i capelli rubati dalla spazzola, succhiava i suoi rossetti, convinta che avendola dentro di sé, potesse in qualche modo "dominarla" a sua volta o, semplicemente, creare quel legame che non riesce a sentire dentro per davvero.

L'intreccio ruota attorno al fatto che Tilda, attrice di successo, si innamora di Felix, un uomo ricco e maniaco dell'ordine, che sembra avere un ascendente totale su Tilda, tanto da sottometterla.
Secondo Callie non ci sono dubbi: sua sorella è vittima di violenza domestica, di uomo dispotico che sceglie per lei, la costringe a fare sesso estremo e la picchia, lasciandole quei lividi così evidenti sulle braccia tanto smagrite.

Ecco che Callie cerca un rifugio, un conforto, consigli su come agire su un sito internet, un forum di donne vittime di violenza. Qui incontra Scarlet e Belle e, a vicenda, si chiedono come sia più giusto agire per Tilda, per l'amica di Belle e Scarlet stessa - vittima di violenza da parte di suo marito.

Come al solito, non mi prolungherò sulla trama, perché non mi va di fare riassunti, ma voglio dire che questo è sicuramente un libro da leggere, senza se e senza ma.

Ciò che mi ha colpita durante la lettura è come viene affrontata la violenza di genere.
Callie si trova coinvolta fino al collo, perché la vittima è sua sorella e non vuole farsi aiutare. Questa la porta ad avere scatti di rabbia contro Felix, distorcendo la realtà, cercando affannosamente di salvare la sua gemella facendo appello a quel legame che lei crede esserci, ma che di fatto non esiste.
Fino alla fine ci si chiede se il personaggio davvero dispotico, davvero ossessionato, non sia Callie stessa; ci si chiede se gli omicidi non siano suo frutto, ci si chiede se non sia tutto nella testa della protagonista, così presa da voler avere sua sorella, così presa dal voler essere lei, da non avere più la percezione della realtà.
E invece no. C'è un mistero ancora più fitto, un viaggio nella psicologia umana che fa quasi paura.
Ci si addentra nel web, nella psicosi collettiva del maschio cattivo, nel difendere a spada tratta tutte le donne in quanto tali, dove si è così brave a odiare l'uomo da far sembrare le donne vittime anche quando non lo sono, usufruendo del dolore e delle morti di chi davvero vittima d'amori sbagliati, malati, semplicemente non amori. Il web, dove persone s'incontrano e si intrecciano, creano legami così forti da sembrare reali, tanto da sentirsi in dovere di creare patti, gemellaggi, fare qualunque cosa per salvarsi l'un l'altra.

Questo è "La gemella sconosciuta": la realtà che si capovolge, personalità forti, situazioni distorte, il male dei forum internet, le persone oscure che si possono incontrare navigando e credendo di fidarsi.
Senza rendersi conto che, a volte, il carnefice è chi non crediamo sia, la persona di cui non dubiteremmo mai, chi ci è così accanto da soffocare.

Lo consiglio? Assolutamente sì. Soprattutto perché il cuore del romanzo non è il legame tra sorelle, né il giallo in sé, neanche il femminicidio: è soprattutto quanto possa influenzare il mondo di internet, quanto può plagiare le nostre menti e sottometterci.

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